Jmail, il giorno in cui i file Epstein sono diventati leggibili
Mentre da Washington i documenti uscivano a singhiozzo, due sviluppatori poco più che ventenni hanno trasformato oltre 300 gigabyte di file sul caso Epstein in Jmail, un archivio consultabile attraverso un clone dell’interfaccia di Gmail, che mostra la corrispondenza di Epstein come se l’utente fosse collegato direttamente al suo account di posta elettronica.
